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Lista dei Ottico Persona : Votate per i vostri preferiti.

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L'ottico, in Italia, è una figura professionale che risponde alla direttiva sulla produzione dei dispositivi medici, e l'esercente ottico ha la qualificazione di "fabbricante e assemblatore di dispositivi medici su misura". Egli è un lavoratore di area commerciale tecnica, con formazione nella scuola secondaria (programma quinquennale) o post secondaria (programma biennale), rivenditore al dettaglio di dispositivi medici oculistici su misura, solitamente in un negozio o centro ottico o in un laboratorio ottico, ed è inquadrato come “arte ausiliaria delle professioni sanitarie” (ossia è un "artiere") secondo il R.D. n. 1334, proposto dal governo Mussolini, firmato da Vittorio Emanuele III di Savoia, nel 1928; e inserito nel Testo Unico del 1934. Gli esercenti ottici possono "confezionare, apprestare e vendere occhiali e lenti solo su prescrizione del medico oculista, eccezion fatta per gli occhiali protettivi o correttivi dei difetti semplici di miopia e presbiopia", comunque diagnosticate solo dal medico oculista, sono esclusi altri difetti come ad esempio l'ipermetropia, l'astigmatismo e l'afachia. L'inquadramento Istat è: 3.2.1.6.1 - Ottici e Ottici optometristi: Le professioni comprese in questa unità possono compiere solamente la cosiddetta "misurazione ottica della vista" negli adulti, confezionano, apprestano, riparano e vendono direttamente al pubblico, su prescrizione medica oculistica, occhiali e lenti protettive o correttive dei disturbi visivi. La cosiddetta "misurazione ottica della vista" non è applicabile in età pediatrica, in quanto in questa fascia di età uno sviluppo alterato dell'apparato visivo può comportare non solo l'inutilizzabilità di un apparecchio ottico inadeguato ma vere e proprie patologie visive, e quindi lesioni personali. Perciò, in età pediatria è d'obbligo sottoporre sempre i bambini a una visita medica oculistica alla nascita, tra i 6 e i 12 mesi, a 3 anni, a 5-6 anni, a 8 anni e successivamente a cadenza annuale per le variazioni anatomiche dovute alla pubertà o comunque seguendo strettamente la prescrizione del medico oculista.

L'attività di ottico risponde alla direttiva sulla produzione dei dispositivi medici, e l'esercente ottico ha la qualificazione di "fabbricante e assemblatore di dispositivi medici su misura".

Per l'esercizio dell'attività di ottico è necessaria l'abilitazione professionale, a seguito di specifico esame di Stato.

In Italia esistono scuole statali e private che formano i futuri ottici. Al termine del corso di studi il professionista è in grado di:

  1. Realizzare qualsiasi ausilio ottico (occhiali, lenti a contatto, sistemi ottici) nel rispetto della normativa vigente che ne sancisce l'esclusiva.
  2. Esaminare e definire autonomamente la correzione per i difetti semplici di miopia e presbiopia (v. normativa citata: R.D. n.1334 del 1928).
  3. Assistere tecnicamente il cliente, nel rispetto della prescrizione, nella selezione della montatura e delle lenti oftalmiche sulla base delle caratteristiche fisiche, dell'occupazione e delle abitudini.
  4. Informare il cliente sull'uso e sulla corretta manutenzione degli ausili ottici forniti (occhiali, lenti a contatto)
  5. Misurare i parametri anatomici del paziente necessari all'assemblaggio degli ausili ottici (occhiali, lenti a contatto, sistemi ottici).
  6. Utilizzare macchine per sagomare le lenti e assemblarle nelle montature, secondo i parametri di centraggio e in base alla propria conoscenza professionale.
  7. Compilare e firmare il certificato di conformità degli ausili ottici nel rispetto delle norme vigenti.
  8. Aggiornare le proprie competenze relativamente alle innovazioni scientifiche e tecnologiche, nel rispetto della vigente normativa.

Inoltre, l'ottico abilitato è l'unico, in Italia, autorizzato alla vendita dei dispositivi medici ottici; la sua presenza è quindi richiesta in ogni punto vendita del settore.

La storia dell'uso delle lenti per "veder bene" e della professione dell'ottico ha ora oltre 700 anni. Le prime tracce dell'uso di lenti ustorie è del 423 a.C. nella commedia Le nuvole di Aristofane. Tuttavia l'uso di lenti per migliorare visione tarda molto, fino al XII secolo e non si conosce un vero "inventore". Al XIII secolo si posiziona un riferimento simbolico (anno 1286) grazie a un sermone di un commiato in un convento di Pisa. La Repubblica di Venezia nel 1305 regolamenta precisamente la professione dei christalleri, segno di una diffusione di quest'attività. Nel XV secolo si conosce la consuetudine dell'uso di occhiali negativi ("da la dilonga" ossia da lontano, o da miope) oltre ai già comuni occhiali positivi ("da presso" ossia da vicino o da presbite). Nei secoli l'uso di lenti per correggere i difetti visivi è variamente osteggiato, anche dalla professione medica, che preferisce altre strategie. Si veda ad esempio la divulgazione di A. Scarpa in Igiene degli occhi del 1826. Secondo Cappa (2004). la legge che regolamenta l'ottico in Italia (citato R.D. 1334 del 1928) attribuisce agli ottici un ruolo che era già loro proprio sin almeno dal Rinascimento. Infatti si hanno prove dell'esistenza di lenti oftalmiche già a partire dal medioevo.

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